Giandomenico Rondolone
Giandomenico Rondolone

Se alla vigilia di questa esaltante finale di Coppa Italia, ci si dovesse basare su quanto espresso  sinora dal campionato di Eccellenza, la Torrese sembrerebbe spacciata. Ed invece così non è. Parola del suo presidente Giandomenico Rondolone (nella foto). Uno che dal suo insediamento ai vertici della società (avvenuto quattro anni fa), ha conosciuto solo soddisfazioni, sinora.
E non intendo fermarmi qui”, aggiunge divertito, “anche se so bene che l’avversario con cui dovremo fare i conti al Bonolis è davvero forte. Lo dicono i numeri sin qui collezionati dalla squadra di mister Di Fabio, capace di fare il vuoto attorno a sé, in campionato, tanto da averne già ipotecato la vittoria finale”.

Dica la verità: sotto sotto ci spera che proprio l’ottima posizione di classifica dei neroverdi possa indurli ad un atteggiamento più morbido in Coppa? “Assolutamente no, anche perché, se così fosse, non sarebbero arrivati in finale. Del resto è giusto così, nel senso che un simile trofeo, mai vinto né da noi né da loro, bisogna sudarselo sul campo, e fino in fondo. Senza contare il fatto che, chi si aggiudicherà la manifestazione, avrà poi la possibilità di partecipare alla successiva fase nazionale, che in palio ha addirittura un posto in serie D”.

Che però interessa più a voi che a loro: “Immagino di sì, dato che per la Torrese, a differenza del Castelnuovo, esso rappresenterebbe una sorta di porta di servizio aggiuntiva attraverso la quale continuare a sognare il salto di categoria. Già un anno fa, mediante la disputa dei play-off nazionali, ci capitò di vivere un evento analogo, andando a giocare fuori regione. E pur non essendo riusciti a proseguire oltre, è stata sicuramente un’esperienza tanto bella, quanto formativa. Che volentieri ripeteremmo”.

Un giudizio sulla vostra avversaria: “C’è ben poco da dire, se non che sono fortissimi. E’ vero che vengono da una categoria inferiore, ma in estate la rosa è stata totalmente rivoluzionata e senza badare a spese, con risultati più che evidenti. Anche noi però, nel nostro piccolo, ci siamo mossi bene, dando vita ad un organico altrettanto valido e competitivo. Purtroppo, rispetto a loro, abbiamo denunciato qualche limite in più per quanto riguarda la regolarità di risultati, ma almeno di recente, la squadra di Cristofari è cresciuta molto. Sia a livello di gioco, che di risultati, tant’è che anche domenica, nonostante l’immeritata sconfitta interna con la Flacco Porto, non ha deluso le attese, creando numerose occasioni da rete, che solo la sfortuna ed i legni della porta avversaria, non hanno tramutato in gol”.

Chi toglierebbe al Castelnuovo attuale? “Come detto, hanno una rosa davvero forte e completa in ogni reparto, ma se proprio dovessi scegliere qualcuno, direi i due attaccanti, Di Ruocco e D’Egidio, che lì davanti fanno davvero al differenza”.

Percentuali di vittoria finale? “50% a testa, ed il mio non è un azzardo, ma un ragionamento fatto con cognizione di causa. Innanzitutto perché, come detto più volte, la Torrese attuale, checché ne dica la differenza di classifica rispetto al Castelnuovo (ben venti punti, ndr), è in grado di far risultato contro chiunque, e dunque anche contro la capolista. L’altro motivo, poi, è che si tratta pur sempre di un derby. Che, come tale, sfugge a qualsiasi pronostico”.