La Lega Nazionale Dilettanti si ritrova con le attività e le manifestazioni bloccate fino al 3 dicembre, secondo le disposizioni dettate dall’ultimo Dpcm. È sospeso, dunque, anche il campionato del Cesaproba, club militante nel girone A di Prima Categoria. La squadra biancorossa è una delle diverse compagini senza neppure un incontro alle spalle in campionato. Ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, il Presidente aquilano Mario Durastante ha analizzato la situazione tra presente e futuro.

Il duro commento del presidente

«Fermo restando che la salvaguardia della salute è prioritaria su ogni attività, appare chiaro che il mondo dello sport, a tutti i livelli e in tutte le sue discipline, è stato gestito a livello governativo da chi non conosce minimamente la dura realtà dello sport dilettantistico, dei sacrifici e delle enormi difficoltà economiche e logistiche in capo alle società. Queste svolgono attività sociale nei territori marginali, per gli stessi e per i giovani che vi risiedono. Lo Stato si è limitato a fermare l’attività sportiva e la Lega ha stilato dei protocolli per la ripresa delle attività. Ma questi sono impraticabili per le molte società che hanno in gestione impianti fatiscenti e che quindi non consentono minimamente il rispetto delle misure anti contagio imposte. Per non parlare delle responsabilità civili e penali che, all’italiana maniera, sono rimaste in capo ai presidenti».

Stop agli allenamenti di squadra

«In questo momento noi abbiamo deciso di sospendere ogni attività oltre quella ufficiale ferma per decreto, chi vuole può farlo nel rispetto dell’ennesimo disciplinare emanato dagli Organi federali».

Sostegno economico

«La partecipazione ai campionati è diventata sempre più problematica dal punto di vista economico. I finanziamenti da parte degli Enti pubblici non ci sono più e gli sponsor, vista la crisi di tutti i settori commerciali e produttivi, sono sempre meno e i pochi sono restii a concedere contributi visto che ciò presuppone controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, preferiscono evitare. La Lega quest’anno qualcosa ha fatto, ha abbattuto la tassa di iscrizione di 1000 euro e dilazionato i pagamenti da novembre a febbraio 2021. Non so se avesse potuto fare di più, comunque anche questo poco ci ha aiutato molto».

Il futuro del calcio dilettantistico e di quello giovanile

«Il nostro era un mondo già prima attanagliato da molteplici problemi di varia natura, sia a livello organizzativo che a livello di passione dei giovani praticanti. Incontravamo e ora incontreremo ancor di più molte difficoltà ad avviare i giovani alla pratica dello sport e segnatamente del calcio. I ragazzi hanno altri interessi, non hanno molta voglia di fare sacrifici. Perché praticare sport è sacrificio. La scuola potrebbe essere l’ambiente adatto per inculcare nei nostri ragazzi la voglia e lo spirito giusto per spingerli a praticare sport. Dandoci così una mano a coinvolgere i ragazzi. I problemi del calcio giovanile vanno oltre questo, speriamo momentaneo, stop dovuto al Covid-19. Influiscono, secondo me, più i problemi che abbiamo in Italia a livello di strutture per la pratica del calcio e dello sport in generale». 

L’avvio di stagione del Cesaproba

«La domenica calcistica era una festa, era il culmine di tutto il lavoro settimanale. Negli ultimi tempi però, pur avendo a disposizione un impianto sportivo che ci ha consentito il rispetto di tutte le norme anti contagio, il solo pensiero di dover giocare era diventato un incubo. Tornerà il tempo per giocare a calcio spensieratamente, speriamo presto». 

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