Una ripartenza che, per il campionato di Promozione e per quelli inferiori, non sembrerebbe poter esserci, a detta di molte società. Non c’è ancora un criterio prefissato per riprendere, rispetto all’Eccellenza si è ancora indietro. Lo sostiene anche il Presidente del Casoli 1966 Germano Martemucci, che avrebbe voluto vivere diversamente la stagione del ritorno in Promozione, nel girone B. Il massimo dirigente rossoverde parla del momento attuale ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti.

La gestione del momento

«Io sono molto deluso, e non l’ho nascosto neppure ai miei dirigenti, che sono più che concordi. Mi aspettavo, a dir la verità, di poter avere un maggior dialogo in questo momento con il Comitato. Almeno nel caso del nostro club, non c’è stata interazione su una possibile ripartenza e sulle eventuali misure da adottare per la Promozione. Ho sentito, nei giorni precedenti, le proposte della LND per l’Eccellenza tramite comunicati e dirette Facebook, ma nulla riguardo alle altre categorie. Si è parlato di inizio febbraio per farci ricominciare, o per lo meno così si vocifera, ma non credo che le società siano allineate. Trovo inoltre assurdo che, anziché annullare i pagamenti per le iscrizioni, ora ci venga chiesto di pagare la seconda rata entro una data, bisogna andare incontro alle squadre, che qui vanno avanti a pagare per non giocare. Il Casoli esiste da oltre 50 anni, fu mio padre a fondarlo, e noi ci battiamo contro ogni difficoltà per non far finire questa realtà, così come lo fanno tutte le società. Siamo di fronte ad una situazione paradossale ed assurda, fermiamoci».

Ripartire

«Nuovo protocollo? Non scherziamo, la Promozione non è l’Eccellenza, non che lì la situazione sia tanto diversa, chiariamo. Siamo realtà piccolissime, spesso con molte squadre che si allenano sullo stesso campo. Siamo strutture non idonee ad allinearsi su nuove direttive. Aspettiamo il vaccino, per me non ha senso riprendere per poi fermarsi ancora. Non è chiaro, a mio avviso, che almeno metà delle squadre dilettanti oggi come oggi non possono permettersi di ricominciare. Gli introiti non ci sono, le spese si».

Aiuti economici

«Altro che sostegno, anziché andare incontro alle società si pensa a farle andare incontro ad altre spese ipotizzando tamponi rapidi e così via. Il Casoli aveva un fatturato molto alto, che ci permetterà di ricevere una agevolazione dalla Agenzia delle Entrate, lo abbiamo saputo in questi giorni, ma non basta. Abbiamo iniziato la stagione con anche alcuni contratti onerosi, ora mi ritrovo ad attendere l’inizio del mercato per liberare dei giocatori. Se necessario, pur di mantenere il titolo di questa storica realtà, siamo disposti a tornare indietro di Categoria, anche perché ci stanno praticamente costringendo a farlo, le spese sono alte. Non ho visto tutta questa collaborazione per sostenerci economicamente e devo anzi ringraziare gli sponsor che nonostante il periodo non ci hanno fatto mancare la vicinanza, siamo tutti sulla stessa barca».

Il virus affrontato

«Abbiamo avuto dei casi in squadra, ci siamo dovuti fermare. La nostra scelta è stata subito di fare tutti i controlli del caso, come giusto che sia. Noi non siamo andati avanti, ci venivano proposti questi allenamenti individuali, una cosa ridicola. Il calcio è altro, il calcio è stare insieme, condividere il gioco, sudare di azione in azione su ogni palla. Quando ho iniziato a vedere i tesserati al campo in mascherina ho capito che ci si doveva frenare».

La riforma dello sport

«Il colpo di grazia per il dilettantismo. Non aggiungo altro, andremo verso un periodo di profonda crisi senza precedenti, vedremo in quanti riusciranno a riprendere. Io sono per il calcio vero, quello fatto in casa, genuino, senza trasformarlo in una macchina da soldi. Basta vedere quello che accade con procuratori e giovani pagati cifre esorbitanti, non siamo la Serie A».

Nicolas Maranca

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