Lo stop causato dal Covid-19 nel dilettantismo ha fermato anche la corsa al primo posto del Casoli 1966. La squadra del Presidente Germano Martemucci, guidata in panchina dal “Mago” Alfredo Di Marzio, ha concluso in seconda piazza ad un solo punto dall’Alba Montaurei. I rossoverdi, miglior difesa del girone D di Prima Categoria con appena 10 gol subiti, sono pronti a riprendere da dove hanno lasciato.

A parlare ad Abruzzo Calcio Dilettanti del progetto societario tra passato e presente, è il vice presidente Giancarlo Antonacci (in foto), che esordisce proprio commentando l’ultima annata: «Era inevitabile fermarci per quello che stava succedendo, quando ci sono situazioni simili il calcio va messo da parte. Certo, il rammarico è per quel solo punticino che non ci ha portati al primo posto e secondo me ce l’avremmo potuta fare. Però guardiamo la realtà e conta che tutte le persone che girano intorno al Casoli stiano bene per ripartire insieme come sappiamo».

Non si può non pensare al futuro, ma i casolani sono pronti e il dirigente commenta: «Non nascondo che la Prima Categoria, per come abbiamo allestito il gruppo, ci va stretta. Rispetto ad altre realtà non sappiamo se affidarci al ripescaggio, anche perché ora vengono meno alcune possibilità economiche. Puntavamo sempre su una sagra che dava il là alla nostra stagione ad agosto. Purtroppo ora questa probabilmente non ci sarà, perché è difficile da organizzare con le nuove misure. Vedremo quando si tornerà a fare calcio, anche perché il protocollo è di difficile attuazione e non possiamo considerarci del tutto fuori dall’emergenza». 

Proprio il tema sanitario nello sport è al centro dell’attenzione per far ripartire le attività e Antonacci è chiarissimo di idee: «Non sarà semplice adattare il protocollo al dilettantismo. Per quel che ci riguarda, abbiamo la piena gestione del campo grazie alla collaborazione annuale con il Comune di Atri che non ci fa mancare la vicinanza. È umanamente impossibile sostenere tutte quelle spese e tutti quegli impegni richiesti dalla FIGC. Spero che l’estate porti cambiamenti, ad oggi il protocollo prevede cose assurde che vanno bene per chi gioca tra amici, ma a livello agonistico no». 

Passato importante ed una rinascita graduale e ricca di soddisfazioni per il Casoli, così il vice presidente fa un salto indietro: «Sono in società da 5 o 6 anni quando facevamo già la Prima Categoria. Man mano ci siamo rinnovati nel nostro gruppo dirigenziale, abbiamo affrontato una retrocessione ma con un nuovo attento Presidente abbiamo ritrovato voglia, forza e stabilità economica. Ogni anno cerchiamo di far crescere questa realtà nel suo piccolo, puntando sulla nostra passione. Non abbiamo le forze umane per fare il settore giovanile, ma ci mettiamo il massimo per la Prima Categoria. Vogliamo continuare così e far rinascere ancor di più la passione degli anni d’oro». 

Nel futuro c’è già una certezza e Antonacci non esita nel comunicarlo: «Devo fare i complimenti a mister Alfredo Di Marzio ed al Direttore Sportivo Domenico Romano per aver allestito un organico di prim’ordine. Sapevamo la forza che avevano, un impatto simile al primo anno è tantissimo. Insieme abbiamo una progettualità pluriennale, ce lo siamo sempre detti e non lo interromperemo, per questo la loro permanenza qui a Casoli riguarderà non soltanto la prossima stagione. Per me anche quest’anno c’è stato un miracolo del Mago Di Marzio perché abbiamo dovuto sopperire a molte difficoltà e mancanze, eppure il mister ha tenuto i ragazzi in pieno ritmo mentale e fisico. Nella prima parte di stagione ci siamo ritrovati decimati, fino a dicembre eravamo in un tunnel da cui ci sembrava difficile uscire. I fatti, poi, hanno dato ragione al mister, che non ha mai smesso di crederci. A livello tecnico e di organico ripartiremo dall’ossatura già creata, ora è presto per dire chi resta e chi no, ma siamo già al lavoro». 

Ieri la LND ha proposto il congelamento delle retrocessioni e Antonacci si esprime in merito così: «Sono d’accordo. Ho detto, nella conferenza con Ortolano, di non condividere il discorso delle promozioni. Almeno guardando al merito sportivo, noi potevamo rientrarci, a ci adeguiamo. Nel nostro girone, l’Insula Calcio aveva ancora tanto da dare e poteva salvarsi, anche perché aveva una gara in meno. Far retrocedere una squadra per questa situazione, realtà che magari ci ha dedicato anima e cuore nel corso del tempo, mi sembrava una beffa per le società. Andare in Seconda Categoria è penalizzante a livello economico, si sa». 

Antonacci chiude parlando di come cambierà il mercato dilettantistico: «Fondamentalmente, in queste categorie, se il fattore economico è tanto rilevante è colpa di noi società, che abbiamo abituato a stipendi importanti, paghe che in queste realtà servono a poco, ma qui serve il gruppo, serve essere squadra. Chiaramente, se si vuol vincere il campionato è un conto a parte, pensiamo a noi che abbiamo ingaggiato un elemento come Margarita in corso d’opera. Ora si torni indietro con queste concezioni. Nel nostro caso, quando si va da altri a chiedere un giovane, si spendono soldi per il cartellino e per il rimborso spese. Ora con ragazzi che vogliamo far rimanere siamo stati chiari, non ci sono le condizioni del passato. E devo dire che fin qui tutti hanno capito la situazione».