Agli occhi di tutti, il Capistrello non è più una mina vagante, ma una realtà affermata nel campionato di Eccellenza che non vuol smettere di crescere, su tutti i profili. Il sodalizio che da più tempo calca i campi del massimo campionato regionale e con tre stagioni consecutive in piena bagarre playoff, un bacino di utenza cresciuto sempre di più ed una costante evoluzione a livello giovanile, sfornando talenti in rapida successione.

Negli ultimi giorni è stata annunciata la nuova coppia di allenatori, composta da Filippo Lancia ed Attilio Tuzzi, due nomi noti che nelle ultime stagioni si sono fatti sentire nella linea giovane dei granata. Ne abbiamo parlato con il Presidente Settimio Colangelo (in foto), che non usa giri di parole nel presentare i nuovi tecnici: «Una scelta, la nostra, fatta per il bene della società e di Capistrello. Filippo ed Attilio meritavano questo incarico già da tempo, perché hanno contribuito attivamente a costruire le rose della nostra realtà e a far conoscere le potenzialità di giovani su cui non tutti avrebbero puntato. Con loro si vuole andare in una certa direzione, continuando a percorrere una strada molto ben costruita. Avremo una rosa fatta di molti giovani, ma anche di elementi di Categoria affermati, già dalla settimana prossima annunceremo i primi volti del nostro prossimo organico. Il Capistrello vuole essere ancora protagonista, a prescindere dalle rivali che ci saranno nel girone 2020/2021».

La linea under continua a regalare gioie ai marsicani, come sottolinea Colangelo: «L’ultima annata è stata segnata, per noi, da una incredibile serie di infortuni, da cui siamo stati sorpresi. Eppure, affidandoci ai nostri ragazzi, ci siamo tolti soddisfazioni non da tutti, mettendo in difficoltà ogni squadra, in casa ed in trasferta. Analizzando il percorso intrapreso, Alassane Sidibe passato all’Atalanta, Fantauzzi che si è affermato in Serie D, Davide Rozzi e Cipriani in campo in questa Eccellenza per la maggior parte delle gare e non solo, ecco alcuni esempi di prodotti di cui andremo per sempre fieri, ragazzi che abbiamo seguito anche con l’attenta cura di tecnici quali Filippo Lancia ed Attilio Tuzzi».

La valorizzazione dei giovani è una delle soluzioni per fronteggiare la crisi economica che si prospetta e il Massimo Dirigente del Capistrello conferma: «Certo, puntare sui ragazzi ha un risvolto economico positivo, dal punto di vista dei risparmi. Dobbiamo entrare nell’ottica di un profondo mutamento delle nostre abitudini sportive, le sponsorizzazioni cambieranno. Ciò che mi spaventa, però, è l’idea di giocare a porte chiuse. Progetti come il nostro hanno bisogno del calore del proprio tifo. Senza la gente sugli spalti, il dilettantismo non ha motivo di esistere. Già vedendo i professionisti che giocano in impianti vuoti è assurdo, figuriamoci se si toglie questo privilegio della domenica al campo a genitori, amici, nonni degli atleti ed agli appassionati. Le nostre realtà sono fatte anche di quelle persone che si prendono un pomeriggio per sé andando a sostenere la squadra del proprio paese e della propria città. I tifosi sono il 60-70% delle nostre realtà. Già quest’anno il Capistrello ha dovuto giocare la prima parte di stagione senza sostenitori per le ordinanze del prefetto aquilano in tutta la provincia. Poi, grazie al Comune, abbiamo risolto quei problemi minimi che avevano segnalato e siamo tornati alla vita abitudinaria. Già lì ci siamo trovati a disagio, figurarsi se si va avanti a porte chiuse».

In chiusura, Colangelo parla della riforma dei campionati: «Devo ancora capire bene le profonde motivazioni che portano a riflettere sulla rimodulazione dei gironi delle prime categorie regionali. Ciò potrebbe essere sì una buona soluzione alle difficoltà degli ultimi tempi, però sarebbe anche strano tornare a più gironi di Eccellenza dopo molti anni».