Ci sarà da attendere almeno fino al 3 dicembre, come riporta l’ultimo Dpcm, per vedere nuovamente in attività le società dilettantistiche. Nel girone D di Prima Categoria compare una delle società più attive per le iniziative attuate sia come prima squadra che con le giovanili, il Calcio Atri. Ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, ad analizzare la situazione è il Presidente Alessandro Italiani (in foto gentilmente concessa dallo stesso Italiani).

Le misure adottate nei campionati

«Dispiace moltissimo per la situazione tragica che non ci fa vivere serenamente. Per quanto riguarda il mondo sportivo la situazione è la medesima. Se all’inizio c’è stato un po’ di rammarico per lo stop, ora è inevitabile constatare come questo fosse assolutamente necessario. Inutile fare polemica. Credo che le società si stiano comportando benissimo, rispettando le disposizioni e cercando il modo migliore per allenarsi e organizzarsi anche in questo momento. Anche dal punto di vista istituzionale i vari attori si stanno comportando bene. Ho fatto parte della Consulta per il campionato di Prima categoria, rappresentando il girone teramano, e la proposta di dividere la Prima in 5 gironi da 12 squadre è stata anche la mia. Era una buona scelta fare un girone corto per renderlo interrompibile alle prime difficoltà. E così è stato. Questa organizzazione ci dà la possibilità, se Dio vorrà, di portare a termine il campionato».

Fermare gli allenamenti

«È sicuramente un’ulteriore restrizione, stiamo cercando di tenere attivi i nostri ragazzi con allenamenti a due/tre persone al campo di gioco, distanziati e senza utilizzare spogliatoi. Non è la stessa cosa ma almeno teniamo accesa la fiamma della passione calcistica».

Necessità di un sostegno

«Sarebbe sicuramente importante, ma in realtà più che un aiuto da parte della Lega ci aspettiamo ristori e rimborsi da parte del Governo. Noi vogliamo che il Governo si impegni a dare il credito d’imposta alle Asd in regime forfettario. Al momento siamo esclusi dal credito d’imposta. Questo vuol dire che se uno sponsor vuole sottoscrivere un contratto di pubblicità con la nostra società non può avere diritto al 50% dell’importo fatturato, cosa che invece avviene alle società in regime “normale”, cioè che fatturano più di 400.00 euro. Ecco, questo potrebbe essere un passo importante».

Il domani

«Il futuro secondo me è roseo. C’è sicuramente un po’ di scoramento a causa della situazione, ma lo sport è un elemento fondamentale della vita sociale italiana. Ci rialzeremo. Il ministro Spadafora sta portando avanti una riforma importante per il mondo sportivo, che ridarà grande dignità alla figura del lavoratore sportivo».

Stop alle attività giovanili

«È sicuramente uno stop che peserà molto, soprattutto a livello psicologico, sui nostri ragazzi. Già negli ultimi anni i social media li avevano allontanati dal mondo sportivo. Questa è un’ulteriore mazzata. Ho tre figli quindi capisco ancor di più il problema. Spetta a noi genitori sollecitarli ad uscire quando si può e a coinvolgerli nel mondo sportivo».

I ducali prima dello stop

«Preparare le partite con l’incognita Covid è stato davvero complesso. C’era però nell’aria la consapevolezza di stare facendo le cose con accortezza, con prudenza, rispettando le regole. Avevamo la coscienza a posto. Per quanto riguarda il lato tecnico, la stagione per noi era iniziata benissimo, con il passaggio del turno in Coppa Abruzzo, la vittoria in casa alla prima giornata e il pareggio in trasferta a Castagneto, campo molto ostico. Stavamo anche vincendo fino agli ultimi minuti di gioco: stavamo per trovare il 2-0 e invece poi alla fine abbiamo subito il pari. Peccato, ma restano tre prestazioni bellissime. Tutto questo ci fa ben sperare nel futuro. Abbiamo la fortuna di avere tutti ragazzi del posto, usciti direttamente dal nostro settore giovanile. Voglio ringraziare tutti i rappresentanti e i membri della società Calcio Atri, siamo veramente un bel gruppo affiatato. Vogliamo migliorare la classifica dello scorso anno, con il sogno di arrivare lì, più in alto di tutti».

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