Amarcord, Alejandro Lalli racconta il Penne 2004/2005 e il salto in Serie D

Abruzzo Calcio Dilettanti apre l’album dei ricordi e torna alla stagione 2004/2005. A Penne, quell’annata, se la ricordano bene, perché è uno di quei passaggi che segnano la storia di una società, a prescindere da ciò che è accaduto prima e che può accadere un domani. Era il 1995/1996 quando i vestini lasciarono la Serie D per tornare in Eccellenza, dopodiché, da una parentesi in Promozione, è partita una nuova scalata dei biancorossi. Nel 2003/2004, dopo aver vinto i playoff regionali da quinta classificata, l’allora squadra di mister Donatelli si fermò contro il Mentana nella finale nazionale. L’anno successivo, poi, la consacrazione.

Era il Penne dei tanti argentini voluti dall’indiscutibile capacità di Roberto Druda, da Lalli a Correa, passando per Parmigiani, che ne sarebbe diventato il bomber stagionale. Era il Penne di talenti cristallini quali Alessandro Del Gallo, Nicola Cianci, Francesco D’Addazio e non solo, senza dimenticare Ciarrocca, Sacripante, Matteo D’Addazio, Landeiro, Francia e Palmarini. Era, soprattutto, il Penne di Andrea Camplone, arrivato in corso d’opera dopo un anno dalla precedente esperienza in biancorosso. Una cavalcata che portò il Penne, anche grazie ad una serie di risultati utili di ben 14 incontri, alla disputa dei playoff. Dopo il terzo posto in campionato (64 punti, 51 gol fatti e 28 subiti), il club vestino mandò ko l’Atessa negli spareggi regionali, prima di brillare nella fase nazionale con Almas Roma e Benacense: fu Serie D, ancora una volta.

A raccontare quell’avventura, Alejandro Lalli, un simbolo e un punto di riferimento di una squadra che resterà per sempre nella storia del dilettantismo abruzzese.

Un rapporto che va oltre il campo

«Penne ha rappresentato l’inizio del mio percorso calcistico in Italia. Fu Roberto Druda a volermi e a portarmi lì, insieme a Di Simone. Ho trovato una ospitalità unica, io sono stato uno dei primi argentini in Abruzzo e sono stato trattato come un abruzzese, lo sono praticamente diventato. Mi sono fidato di Druda, ero pronto ad una avventura senza sapere quel che sarebbe successo. Ricordo che all’aeroporto fui accolto da Enzo Altigondo, fu l’inizio di una favola. Non mi sbagliai, è stata una scelta più che azzeccata. Mai potrò dimenticare il rapporto che si creò con tutti».

Il Penne di Camplone

«Avere una figura come Camplone come allenatore è stato fondamentale per me. Se poi ha fatto una certa carriera, è perché è sempre stato molto preparato. Così come lo era il suo vice, Fabio Montani, che poi ho avuto la fortuna di ritrovare a San Nicolò. Andrea Camplone aveva carattere, eccome. La sua più grande abilità fu di unire il gruppo e capì che questo elemento era fondamentale perché il campionato era molto livellato. Allora il discorso è semplice, un club può avere tutti i soldi del mondo, ma senza gruppo e senza un condottiero intelligente e capace di fare ciò che deve fare un allenatore, non si va da nessuna parte. Poi noi eravamo una squadra con una certa qualità. Eravamo una squadra fortissima. Io, Panico, Del Gallo formavamo un trio davvero unico, con altri elementi che erano un lusso per la categoria, penso a Correa e Parmigiani. La differenza la fa sempre la mentalità e il mister non cambiava mai il sistema di gioco in base agli avversari. Il nostro 4-3-3 rimaneva tale sia con l’ultima in classifica, sia con la prima della categoria superiore. Non c’era una partita in cui attaccare di più e una in cui attaccare di meno, era sempre la stessa mentalità, mentalità vincente. Quando sai che sei forte, lo fai notare. Pensiamo alla gara con la Benacense, noi non ci accontentavamo di finirla ai rigori, noi la volevamo chiudere prima, indipendentemente dalle condizioni, dal fatto che giocavamo lontano da casa».

Squadra, famiglia, corazzata

«Sembra un concetto banale, ma non lo è. Essere un gruppo unito in quei casi è fondamentale, e noi lo eravamo. Ogni settimana il nostro rapporto andava avanti anche fuori dal campo, andavamo a cena insieme e condividevamo molte cose, bisogna capire che la giornata di un calciatore è fatta di collaborazione e spirito di squadra. Fare nomi singoli è difficile, perché mi smentirei. A livello calcistico, abbiamo avuto la fortuna di avere un portiere giovane come Cianci che ebbe un rendimento pazzesco. In avanti avevamo Del Gallo, che è uno di quei giocatori che tra i dilettanti sono davvero un lusso. Lui secondo me avrebbe anche potuto fare di più, era validissimo tecnicamente e forse, in Italia, è stato davvero uno dei migliori che ho incontrato. Avevamo una difesa solida, con Francesco D’Addazio che era sontuoso, c’era Ciarrocca, poi Sacripante, un terzino davvero importante. Poi gente che ha dato tanto come Correa, Parmigiani e tutti gli altri. Non me ne vogliano le altre squadre, però eravamo i più forti a mio avviso».

Traguardi imprevedibili

«Noi, secondo me, quando facemmo i 14 risultati utili consecutivi non capivamo realmente cosa stavamo combinando. Fu una striscia record ma noi guardavamo solo alle singole gare ed eravamo inconsci di quei numeri. Un po’ ce ne rendemmo conto a fine anno, nel mentre neppure potevamo pensare che stavamo scrivendo la storia del Penne Calcio, avevamo solo l’obiettivo di dare il massimo. Ripensandoci, però, è vero: abbiamo fatto qualcosa di incredibile».

L’Eccellenza delle eccellenze

«Senza dubbio il livello era altissimo, ogni domenica incontravamo squadre fortissime e giocatori di rilievo. Poi c’erano tanti derby, in particolare quello con l’Angolana, molto sentito. C’erano Alba Adriatica, Francavilla, Atessa, insomma squadre che investivano molto e ogni domenica, per noi, era una finale. Ottenere il risultato in un girone così significava avere davvero la mentalità giusta. Volevamo sempre vincere, in casa e in trasferta, senza mai accontentarci. Poi nel calcio, si sa, non sempre va come si vuole, però noi ci riuscimmo».

L’ultima di campionato

«Quella domenica fu particolare. Noi avremmo dovuto vincere per assicurarci i playoff, mentre l’Angolana doveva farlo e sperare che l’Atessa non vincesse a Francavilla, con anche la possibilità di andare direttamente ai playoff nazionali. Insomma, sarebbe potuto succedere di tutto. Alla fine i nerazzurri vinsero il campionato e noi si sa quel che siamo riusciti a fare. Nel calcio bisogna sfruttare i momenti, ma secondo la mia opinione per quel che valeva la nostra rosa, potevamo pensare anche di arrivare primi senza passare per i playoff, forse non tutti si rendono conto di livello qualitativo a disposizione di quel Penne. Il calcio è fatto di risultati ed episodi, un millesimo di secondo può cambiarti l’annata. Poi avemmo la fortuna di trovare una seconda chance da giocarci ai playoff e la sfruttammo». 

L’esodo pennese sul Lago di Garda

«Quella fu una giornata unica. Spesso gli amici e i giornalisti mi mandano i video della gara in riva al Garda e vi dico che quando ci penso ho la pelle d’oca. Il sostegno ed il seguito della gente di Penne di quegli anni era un qualcosa di pazzesco per la categoria, immagini che chi le ha vissute se le porterà dentro a vita. Loro senza paura ci seguivano in ogni trasferta, ma in quella occasione, ci fu un bagno di folla fin dal nostro arrivo lassù in Lombardia. C’erano pullman e pullman carichi di tifosi, con stendardi, bandiere, fumogeni e cori. Ancor più bello fu il ritorno, ricordo il corso di Penne pienissimo di persone che stavano aspettando noi. Penne, quei giorni e i pennesi per sempre nel mio cuore».

Gol pesanti

«Io penso che dei diversi gol segnati, quelli fatti nei playoff resteranno i più pesanti. Ma non per me, bensì per la squadra, per arrivare ad un obiettivo che da tanto cercavamo e da tanto Penne cercava. In campo noi volevamo ricambiare la fiducia di Druda e della società. Non voglio dimenticare neppure l’anno fatto con mister Donatelli, un allenatore davvero molto abile. Quell’anno resterà un rimpianto per me, perché con lui in panchina centrammo la finale playoff. Io, però, ero giovane e ancora inesperto e mi feci prendere troppo dalla foga, con una espulsione quasi subito. Tutt’oggi mi dispiace enormemente, ci tenevo per ricompensare gli sforzi del mister e invece sbagliai e la squadra perse, fu una grande ferita».

Ritorni sperati

«A me è dispiaciuto parecchio non poter continuare la mia avventura a Penne, sarei rimasto a vita se fosse dipeso da me. Sogno di tornare lì, sogno di essere ancora in un progetto che possa riportare il calcio di Penne dove merita. Per quello che la città mi ha dato, devo essere grato per sempre a tutti i pennesi e chi faceva parte di quella realtà Sarebbe un sogno poter essere utile ancora, con qualsiasi ruolo, ma qualunque esso possa essere io darei sempre il massimo».

La quotidianità

«Parlo sempre con i presidenti italiani. Una grande pecca è il fatto che non si punti molto sui giovani. Non bisogna andare a cercare grandi nomi, ma serve costruire i futuri campioni direttamente in casa propria. Poi il discorso fuoriquota è particolare, ma sapendo che c’è questa condizione, le società devono investire su chi ha già nel suo organico, dandogli il massimo per ricavare il massimo. Io qui in Argentina sono coinvolto in un progetto interessante con l’Argentinos Juniors, da dove sono usciti campioni quali Redondo, Coloccini, Maradona, Cambiasso e così via. Collaboro con Luis Arcamone e ci teniamo sempre aggiornati su tutte le novità per cercare di spronare i ragazzi alla crescita. Mi piacerebbe dare a loro la possibilità di sfondare, infatti mi sento spesso con il Presidente Salvatore Di Giovanni e con molti altri dirigenti italiani per capire la situazione lì».

[Foto di copertina di Dimitri Houtteman da Unsplash]

Nicolas Maranca


Gol, polemiche e pareggio: il derby tra Notaresco e Vastese termina 1-1

Termina senza vincitori e senza vinti il derby infrasettimanale tra Notaresco e Vastese, con un 1-1 che complica i piani dei rossoblù, complice il concomitante successo del Campobasso a Genzano (1-2). Ora la compagine teramana è a quota 21 punti, a -3 dai molisani e momentaneamente a -4 dal Castelnuovo capolista. I biancorossi, dal canto loro, trovano un altro punto d’oro dopo quello di qualche settimana fa proprio con il Campobasso. Ora la Vastese è a quota 14, senza più partite da recuperare.

Titolari, nei tareschini, gli ex Palumbo e Dos Santos, ma la prima chance è firmata Banegas. Proprio lui, al 3′, viene chiuso dalla retroguardia a pochi metri dalla porta. Ancora l’argentino ci prova senza precisione all’8′. Poca Vastese in area locale, fermandosi sempre prima senza concretizzare, così il Notaresco sfiora il colpo del vantaggio quando Frulla si presenta davanti a Di Rienzo ma calcia male. Il Notaresco fa male al minuto 41, quando Mateus Dos Santos riceve in area e scarica sul primo palo per l’1-0 che, viste le occasioni prodotte, non è immeritato.

Secondo tempo che parte con le emozioni a mille. Il nuovo arrivato alla Vastese Mamona avvia l’azione che porta al pari: palla a Lenoci che viene toccato da Simoncini, per i rossoblù fuori area, ma per l’arbitro dentro, rigore e infinite proteste, ma alla fine ci pensa Martinez a mettere in chiaro le cose trasformando per l’1-1. Sfiora il gol del sorpasso uno scatenato Lenoci dal limite, mentre sul tentativo di Di Filippo è la traversa ad opporsi. Diallo manda a lato con un violento destro da fuori, mentre sul tocco morbido di Dos Santos è provvidenziale l’intervento di Di Rienzo dall’altra parte. Sembra tutto finito, ma al 93′ Cesario, entrato al posto di Palumbo, ha in canna il colpo del ko, ma calcia a lato in diagonale col destro da posizione più che invitante. Finisce in parità, tra polemiche, quelle del Notaresco, rimpianti, quelli vastesi per la traversa, e gol, quelli di Dos Santos e di un infallibile Matinez.

Nicolas Maranca


Il derby del mercoledì, in Serie D c'è Notaresco - Vastese

Poche ore al derby tra Notaresco e Vastese, valido come recupero della undicesima giornata. Al “Vincenzo Savini”, lo scorso 10 gennaio, la sfida fu rinviata a pochi minuti dal fischio d’inizio per un infortunio accorso al direttore di gara. Si giocheranno anche CynthiAlbalonga – Campobasso (sesta giornata), Agnonese – Recanatese (settima giornata) e Vastogirardi – Castelfidardo (decima giornata). 

10 giorni dopo l’ultima partita, il Notaresco di Epifani cerca di rimettersi in carreggiata e prova a staccare l’Albalonga in classifica. Il vantaggio di giocare in casa (10 punti su 12 trovati in terra amica) si unisce alla statistica di 20 gol segnati fin qui, con la media esatta di due a gara, per lanciare i rossoblù verso una vittoria che sarebbe fondamentale. I successivi due impegni con Vastogirardi e Recanatese sono ostici e arrivarci al meglio, per la truppa di Epifani, sarebbe un grande passo. Dall’altra parte c’è una Vastese che, dopo il tris domenicale al Vastogirardi, vuole proseguire la risalita staccando definitivamente la zona playout. I biancorossi, però, hanno anche l’obiettivo di migliorare un rendimento esterno fatto di 3 pareggi in 5 incontri, senza mai vincere. Occhio alla tenuta di una difesa che prende gol da 8 gare consecutive, e che deve iniziare a far cadere questa tendenza.

Nicolas Maranca


Under 14 in campo al CFT, ieri l'allenamento individuale a Silvi Marina

Si è svolto ieri, 25 gennaio, il secondo allenamento sul campo di Silvi Marina per il CFT locale. Seduta unica per 21 ragazzi Under 14 convocati dal Coordinatore Regionale del Settore Giovanile e Scolastico Emidio Sabatini.

Rappresentate, dai 2007, le società Il Delfino Flacco Porto, Pineto, Gladius Pescara, Silvi, Acqua&Sapone, Biancorossi Teramo, River Chieti, Curi Pescara, Bonolis Teramo, Ortona, Giulianova e Nuova Santegidiese. Presenti il Responsabile organizzativo Antonio Petrucci e quello Regionale Claudio Di Biase, il Responsabile Tecnico Dario Cantagallo e gli istruttori Paolo Mazzocchetti, Manuel Monticelli e Giuseppe Giovannelli. Appuntamento rimandato, invece, al Centro di Castel Di Sangro, dove le abbondanti nevicate hanno bloccato l’attività del territorio aquilano.

Nicolas Maranca


L'Abruzzo dei giovani: Romano Puglielli

Continua il viaggio di ACD nei club dilettantistici alla ricerca dei talenti più in vista del panorama regionale. La settimana inizia da Chieti, dove il club neroverde ha allestito un organico dalla bassa media età e con profili già ben noti in ottica futura. Tra questi, senza dubbio, Romano Puglielli, che si sta prendendo spazio anche nel massimo campionato regionale dopo averlo fatto in D.

Il profilo

Nato il 12 maggio 2001 a Sulmona e cresciuto nella città ovidiana anche calcisticamente, Puglielli ha conosciuto il calcio nelle under della blasonata Olympia Cedas. Poi un passaggio fondamentale nella sua carriera, il trasferimento al Pescara Calcio, dove si è fatto particolarmente apprezzare con l’Under 17. Lo scorso anno, la Serie D ad Avezzano, dove ha disputato 18 partite segnando anche un gol. Sul finire della scorsa estate, poi, il trasferimento al Chieti del Presidente Mergiotti.

Caratteristiche tecniche

Giocatore molto duttile, Puglielli nasce mezz’ala e si sa adattare anche in altri ruoli. Corsa e abilità palla al piede lo rendono uno dei profili più interessanti dell’Eccellenza. Fisicamente non imponente, ma agile e rapido nei movimenti anche senza palla. Il Chieti si ritrova tra le mani un jolly che potrà dire la sua alla ripartenza.

Dicono di lui

A presentare Puglielli è il DS del Chieti Giuseppe Giglio: «Sicuramente molti sono stati impressionati da lui. Puglielli è mezz’ala, ma dove si trova gioca bene, sa adattarsi. Oltre alle indiscutibili doti tecniche, lui ha applicazione mentale, ha una maturità che difficilmente si trova nei ragazzini. Se fai ciò che ti dice il mister ma anche in altri ruoli, significa che sai gestirti al meglio, che sei pronto e lui in questo è bravo. Secondo me nessuna strada è preclusa, né ai tanti giovani che ci sono nel campionato e neppure a lui. Il calcio di oggi è molto strutturato, sto notando che anche in C comunque non si guarda solo al fisico, penso a Mansour che oggi è al Bisceglie e lo scorso anno nei dilettanti all’Ancona. Tra i tanti ragazzi che abbiamo, possiamo menzionare Di Renzo e Sammaciccia arrivati dal River, Ikramellah che è una conoscenza già nota a tutti per il suo splendido esordio in D a Notaresco e il difensore Francesco Siragusa che è un 2001 su cui puntiamo parecchio».


Serie D, ancora positivi nel Matese: a rischio le gare con Giulianova e Pineto

Non si ferma il caos rinvii in Serie D. Nella serata di ieri, la LND ha ufficializzato il rinvio di Montegiorgio – Real Giulianova in programma domenica in terra marchigiana (clicca qui). Ora gli occhi di tutti sono puntati sul Matese, dove si registrano diversi positivi e con la concreta possibilità del rinvio delle successive partite, alcune di queste riguardano le abruzzesi.

Dopo il successo sul Tolentino dello scorso 10 gennaio (3-0), la squadra di Piedimonte Matese ha visto crescere la curva dei contagi in organico. Ciò ha portato a far slittare prima il match esterno col Vastogirardi, poi quello interno con l’Atletico Porto Sant’Elpidio. E mentre la squadra continua ad allenarsi a distanza, la sensazione degli addetti ai lavori è che anche le successive sfide verranno fatte slittare. Domenica, in programma Recanatese – Matese, che è quasi certa del rinvio. Il 3 febbraio, nel turno infrasettimanale, per la squadra neopromossa ci sarebbe la partita con il Real Giulianova, il cui posticipo dovrebbe essere annunciato nelle prossime ore. Poi, il 7 febbraio, la trasferta di Pineto, su cui c’è un enorme punto interrogativo già da ora.

Nicolas Maranca


Real Giulianova

Serie D, il Covid e l'ennesimo rinvio: slitta Montegiorgio - Real Giulianova

Non c’è pace nel campionato di Serie D per la diffusione del Covid tra i club partecipanti al massimo campionato dilettantistico nazionale. Nel girone F, ormai, si è quasi perso il conto delle sfide da recuperare, e se ne aggiungono altre. Ci sarà, mercoledì, il derby tra Notaresco e Vastese, ma non il recupero Montegiorgio – Real Giulianova.

La Lega Nazionale Dilettanti, infatti, era stata allertata nei giorni scorsi dalla squadra marchigiana sull’alto numero di positivi in organico. La prima misura, è stata quella di posticipare la partita interna con il Pineto valida per la tredicesima giornata. La seconda, ora, riguarda il turno infrasettimanale che sarebbe stato valido come recupero dell’undicesimo turno. La partita, rinviata lo scorso 10 gennaio, era stata riprogrammata per il 27 alle 14:30. Ora un ulteriore slittamento, al 10 febbraio, alle 14:30. Il Real tornerà in campo domenica 31 gennaio, nel match casalingo contro il Castelfidardo.

Nicolas Maranca


UniTe, inaugurato il Master in Comunicazione e Politiche per lo sport

Prende il via, seppur a distanza, il nuovo corso dell’Università Degli Studi di Teramo dedicato alla formazione della nuova classe dirigente sportiva. Con il benvenuto del Magnifico Rettore Dino Mastrocola, è stato inaugurato il master in di primo livello in Comunicazione e politiche per lo sport. 

Una nuova avventura

Il corso, patrocinato dal Coni, è dedicato alla memoria di Giuseppe Sorgi, presidente dei corsi di laurea precedentemente istituiti nella sede distaccata di Atri. Nel corso della lezione inaugurale, la Presidente della Fondazione “Luciano Russi” ha annunciato l’intento di voler donare ad UniTe la raccolta personale dei libri sullo sport del professor Russi, ex Rettore dal 1994 al 2005.

Le lezioni inaugurali del Master sono state tenute da Adolfo Noto, docente di “Sport e Relazioni internazionali” e da Luigi Mastrangelo, coordinatore del corso e docente di “Storia sociale e politica dello sport“.

Le parole del professor Luigi Mastrangelo

«Il Master intende formare professionisti che sappiano inserirsi nei variegati ruoli della dirigenza delle società sportive o che sappiano rapportarsi ad esse come referenti di aziende operanti in settori correlati, ma anche come interlocutori istituzionali di enti pubblici o di federazioni sportive. Essendo quello sportivo un universo sociale ed economico complesso e in continua evoluzione, il corsista dovrà essere dotato degli strumenti e delle conoscenze per decodificarlo con un ampio sguardo che coniughi una visione culturale e umanistica alle sempre più pressanti esigenze di comunicazione, marketing, strategia organizzativa e reperimento di risorse che costituiscono le incombenze tipiche alle quali gli operatori del settore devono oggi saper far fronte con competenza, professionalità e spirito d’iniziativa, in una competizione non dissimile da quella degli atleti sul campo, che mantenga però sempre ben delineati limiti etici e responsabilità giuridiche, in un quadro istituzionale di riferimento, che comprende oltre istituzioni pubbliche e private, le specifiche organizzazioni e federazioni che governano lo sport nella sua autonomia».

[Foto di copertina di Wesley Tingey da Unsplash]

Nicolas Maranca


Sibilia: «Impegno per l'Eccellenza, ma bisogna capire chi sosterrà i tanti costi»

Il calcio prova a ripartire. Negli ultimi giorni, i singoli comitati regionali sono impegnati in incontri virtuali con le società che rappresentano il livello di Eccellenza. Tutte le ipotesi proposte verranno valutate il prossimo 5 febbraio nel Consiglio di Lega, la principale è quella che vuole equiparare Eccellenza e Serie D, adattando il protocollo vigente e tutte le norme anti contagio. Tra gli interrogativi, c’è il lato economico per la spesa da affrontare per tamponi e sanificazioni.

Ha provato a tracciare una linea il Ministro Vincenzo Spadafora, ipotizzando, non in maniera astratta, finanziamenti provenienti direttamente dal Governo (Clicca qui). Subito è arrivato il parere del Presidente della LND Cosimo Siblilia, che ha dichiarato: «La ripresa dell’Eccellenza sarebbe un fatto positivo. Per questo, da diversi giorni, tutti i Comitati Regionali sono stati chiamati dalla LND ad elaborare le proposte di svolgimento e conclusione del massimo campionato regionale – ha confermato il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, in ordine alla prospettiva di veder inserita anche l’Eccellenza tra le competizioni di interesse nazionale – Come LND realizzeremo una sintesi al prossimo Consiglio Direttivo, in programma il 5 febbraio. In ogni caso, se ci sarà il via libera da parte delle autorità competenti ci faremo trovare pronti. Bisogna però chiarire bene l’impegno economico, perché quando si parla di tamponi e test chi sarà in grado di sostenere questi costi? Le società sono allo stremo e la LND senza attività non ha risorse da mettere sul piatto. Mentre assistiamo a nuovi annunci di contributi alle società sportive dilettantistiche da parte del Governo: sarà davvero la volta buona?». 

Nicolas Maranca


Spadafora: «Pensiamo a contributi ad hoc per i tamponi»

L’Eccellenza ed i dilettanti, dopo la Serie D, vedono la possibilità di tornare a giocare i propri campionati. Per farlo, però, serve attuare al meglio i protocolli vigenti. L’idea di base, cioè di equiparare il massimo campionato regionale alla categoria superiore, verrà valutata il 5 febbraio nel Consiglio di Lega.

Tamponi e soluzioni

Sicuramente la priorità delle società sarà quella di capire come sopperire alle ingenti spese derivanti dalle misure da adottare, dai tamponi rapidi alle sanificazioni e così via. Se, da una parte, si può pensare ad una cooperazione tra tutte le componenti, come ha auspicato il Presidente del CR Abruzzo Ezio Memmo (clicca qui per leggere), dall’altra c’è l’opzione di sostegni derivanti dai nuovi ristori del Governo.

Una proposta che viene presa in esame anche dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che dichiara: «E’ un’opzione sul piatto, dato che nel prossimo decreto ristori ci sarà anche un contributo per le spese sanitarie e i tamponi. Con i tamponi per tutti è possibile che altri campionati, oltre agli attuali, possano ripartire».

Nicolas Maranca