Nuovo Dpcm, si fermano i dilettanti. Memmo: «Troveremo una soluzione»

La doccia fredda è arrivata con le 21 pagine del nuovo Dpcm firmato oggi dal premier Giuseppe Conte: il calcio dilettantistico si ferma per un mese in tutta Italia. Stop all'Eccellenza, alla Promozione, alla Prima, Seconda e Terza Categoria, a juniores e giovanili. Che la situazione stesse degenerando anche sui campi di gioco abruzzesi era chiaro già dal fine settimana, quando il comitato regionale della Lega nazionale dilettanti ha comunicato il rinvio di molti incontri. 

In sintesi, il nuovo decreto Conte contro il diffondersi dell'epidemia consente gli eventi e le competizioni sportive di interesse nazionale, nonché le sedute di allenamento degli atleti agonisti, «riguardanti gli sport individuali e di squadra – riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali». Come già specificato nel decreto del 18 ottobre, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello sport, è vietato, salvo che per le competizioni professionistiche nonché dilettantistiche di livello nazionale e comunque nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali. Per queste società le attività restano consentite, ma a porte chiuse. Sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.

Serie A, Serie B, Serie C e Serie D quindi possono continuare, così come le Serie A e B del calcio femminile, Serie A, B e B2 maschile e Serie A e A2 femminile nel calcio a 5, mentre da lunedì 26 ottobre si ferma tutta l'attività dall'Eccellenza in giù, compreso il campionato Juniores. Il Comitato regionale abruzzese della Lega Nazionale Dilettanti tra l'altro proprio nei giorni di lunedì e martedì prossimi aveva convocato gli incontri con le società della Seconda Categoria per verificare la possibilità di far partire i campionati l'1 e l'8 novembre prossimi, ma ora si ferma tutto, almeno fino a fine novembre.

«Nei prossimi giorni incontreremo la Lega Nazionale e il presidente Sibilia per trovare una soluzione che non penalizzi anche quest'anno i campionati dilettantistici», spiega Ezio Memmo (nella foto), vice presidente vicario della LND Abruzzo. «La chiusura di alcuni campionati era nell'aria, ma ora c'è bisogno di sostenere con forza le società che, con grandi sacrifici, hanno fatto investimenti per garantire la sicurezza dei proprio giocatori». (l.d.f.)


L'assessore Liris: «250mila euro alle società, sì a screening settimanali anti Covid»

Da una parte l'aumento dei contributi alle associazioni dilettantistiche e alle società sportive, dall'altra lo studio di una convenzione con la Lega Nazionale Dilettanti per realizzare uno screening costante sui calciatori così da tutelarne la salute. Questi gli impegni annunciati da Guido Quintino Liris (nella foto realizzata dal suo staff), assessore allo Sport della Regione Abruzzo e stimato dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione della Asl n.1.

Mai il calcio dilettantistico aveva vissuto un periodo così difficile in passato, e l'appello lanciato dal patron della Virtus Ortona, Rudy D'Amico, che ha chiesto al Comitato regionale Abruzzo della Lega Nazionale Dilettanti e alle istituzioni pubbliche misure di sostegno efficaci per contrastare il Covid-19, forse ha trovato una risposta. Per le società di calcio dilettantistico le spese legate alla sanificazione degli impianti, all'acquisto di dispositivi di protezione, di igienizzanti, oltre ai costi di test sierologici e tamponi urgenti per verificare la positività di calciatori, tecnici o collaboratori, stanno rappresentando una voce di bilancio molto onerosa. Spese che non tutti possono permettersi, se non con l'aiuto di sponsor e istituzioni.

L'unico sostegno attualmente in vista è quello offerto dalla Regione Abruzzo attraverso la legge regionale numero 20/20, che porta la firma dell'assessore allo Sport Guido Liris. È a lui che Abruzzo Calcio Dilettanti rigira dubbi e incertezze sul futuro degli sport di base espressi da numerosi dirigenti sportivi.

Assessore Liris, il 30 settembre scorso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge numero 20 del 31 luglio 2020 della Regione Abruzzo in materia di sport e impiantistica sportiva, in quanto le norme contenute negli articoli 5, comma 2, e 6 prevedono coperture finanziarie non idonee. Può spiegare in poche parole cosa prevede la legge 20 a favore del calcio dilettantistico e se la Regione Abruzzo intende riformulare la norma o replicare alle osservazioni del governo?

«Prima di rispondere alla sua domanda, occorre fare una precisazione: la legge da lei citata dispone modifiche alla legge 2 del 12 gennaio 2018, legge organica in materia di sport e impiantistica sportiva, ma anche ad ulteriori disposizioni finanziarie che non afferiscono all'ambito sportivo», risponde l'assessore Liris. «Come ha correttamente sottolineato, la legge 20 del 31 luglio 2020 è stata osservata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma limitatamente a un comma dell'articolo 5 e all’articolo 6, che non interessano lo sport, i cui articoli al contrario hanno la corretta e necessaria copertura e mantengono la loro piena validità. Tornando al quesito, la legge 20 prevede un incremento di 250.000 euro nell'annualità 2020 ed un aumento di 500.000 euro nell'annualità 2021 a sostegno dell'attività sportiva promozionale, agonistica e amatoriale svolte dalle Asd e dalle Società sportive».

La scadenza per la presentazione delle domande per accedere ai contributi della legge 20 era fissata al 31 ottobre: la data è rimasta invariata? E sa quante sono le società che hanno già presentato richiesta?

«La scadenza per la presentazione delle domande resta fissata al 31 ottobre, non c'è alcuna variazione. Il numero delle associazioni e società sportive che hanno fatto richiesta non è un dato a mia conoscenza, essendo previsto l’invio a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata. Il servizio regionale competente in materia di sport provvederà ad effettuare l’elenco non appena ricevuto e protocollato tutte le domande».

I presidenti delle società dilettantistiche chiedono a gran voce misure economiche di sostegno per contrastare la diffusione del Covid-19. I presidenti di Virtus Ortona e Alba Adriatica hanno già messo mano al portafogli per pagare i tamponi fatti nei laboratori privati, ma non tutte le società possono permettersi di spendere cifre così alte per garantire la salute ad atleti e familiari. La Regione, attraverso le Asl, non potrebbe velocizzare l’iter per effettuare i tamponi con una convenzione con la Lega Nazionale Dilettanti? Sarebbe d’accordo ad avviare uno screening mensile su calciatori e tecnici?

«Questa è un importante misura messa in campo dalla Regione Abruzzo per far fronte alle difficoltà di associazioni e società in merito all’emergenza Covid-19. Basti pensare che a settembre 2020 è stato prevista l’erogazione dei contributi per gli effetti delle domande presentate nel 2019 e queste ultime stanno ricevendo, previa presentazione di documenti, consistenti contributi per l’attività ordinaria, sino a quasi 5 mila euro l'una e altri consistenti somme quale ristoro delle spese per le manifestazioni 2019. Stiamo invitando società e associazioni a presentare domanda entro il 31 ottobre per vedersi riconosciuti anche per il 2020 consistenti contributi, anche alla luce delle somme che sono state previste, in misura doppia rispetto al solito, ovvero ben un milione di euro. Per quanto riguarda eventuali convenzioni con la Lega Nazionale Dilettanti per i tamponi», assicura l'assessore allo Sport «mi farò portavoce con l’assessorato competente per far sì che questo proposito possa concretizzarsi. In ultimo, circa lo screening mensile, da epidemiologo, non ritengo possa essere una misura utile allo scopo di limitare la diffusione del virus: il termine mensile non garantisce la sicurezza e pertanto non mi sembra opportuno. Solo screening settimanali, prima delle gare come per le massime serie professionistiche, e questo appare impossibile, stante la consistenza dei numeri, garantirebbe sicurezza».

Vista la preoccupante evoluzione dell’epidemia che si registra in questa seconda ondata anche in Abruzzo, con partite rinviate e campionati che non partono, cosa si sente di suggerire alle istituzioni sportive regionali? Dopo lo stop agli sport di contatto, andrebbero sospesi anche i campionati di calcio? Se possibile una risposta da specialista di medicina della prevenzione e una da assessore allo Sport.

«La pandemia c’è, il virus circola e i numeri crescono giorno dopo giorno. Personalmente però, stante la maggior preparazione del Sistema sanitario nazionale e anche la minor aggressività dimostrata grazie alla scoperta di cure più efficaci, non ritengo, almeno al momento, necessario prevedere alcuno stop. Avanti con prudenza ed attenzione. Questo lo dico da assessore allo sport e da medico. Per me è difficile fare ragionamenti e riflessioni differenti in base al ruolo; la mia considerazione non può che essere unica», conclude Liris.

Luigi Di Fonzo

@RIPRODUZIONE RISERVATA


L'Ala Fidelis si aggiudica il derby: 2-0 al Castel di Sangro

L'Ala Fidelis (nella foto gentilmente concessa da Paolo Monacelli) si è aggiudicata con il risultato di 2-0 il derby abruzzese del Girone A di Eccellenza Molise. Ennesima sconfitta nella quinta giornata di campionato per il Castel di Sangro Cep 1953, che insieme al Campobasso chiude la classifica a zero punti. Cinque punti in classifica per la squadra dell'Alfedena, che domenica prossima avrà l'opportunità di scalare ancora la classifica se dovesse espugnare il campo del volubile Volturnia.

L'undici di mister Antonio Cerrone si fa pericoloso subito dopo il fischio di inizio, quando dopo il 1' di gioco un tiro da fuori area di Melone non viene intercettato da Grossi e sfiora il palo dei giallorossi. Il primo vantaggio dell'Ala Fidelis arriva alla mezz'ora di gioco con un'azione personale di Melone, il quale al 41' fallisce il raddoppio facendosi parare un rigore da Emanuele Caruso, portiere in seconda che sostituisce il malato Romito. Il primo tempo si conclude con il Castel di Sangro che con Giuseppe D'Amico fallisce il gol del pareggio e l'ingresso di Cambio al posto di Del Grosso. Nello spogliatoio del Castello mister Angelo Marcaccio fa sentire la sua voce e sbatte fuori dalla squadra uno dei "veterani", accusato di non seguire le direttive dell'allenatore e di non giocare per il bene della squadra. Nel secondo tempo quindi via Marra per Di Nino ed escono anche Di Tommaso e Spagnuolo per fare spazio a Pasquarelli e Balzano. Il Castel di Sangro cerca con tutte le forze il pareggio con i tiri di Balzano e del solito D'Amico G., ma al 75', con un assist da fuori area di Melone, Serafino Iallonardi sigla il definitivo 2-0. A pochi minuti dal fischio finale dell'arbitro (il signor Nicola Di Mario della sezione di Campobasso) l'Ala Fidelis ha visto il tris, ma è stata la traversa a opporsi alla bordata di Marco Iallonardi.

ALA FIDELIS: Cocuzzi P., Grasso, Foscarini, Erario, Calvitti, Di Maro, Grossi, Iallonardo M, Melone, Iallonardo S., Baba.  A disposizione: Sconci, Kone, Spada, Bottigliero, Cocuzzi M., D'Addario. Allenatore: Antonio Cerrone.

CASTEL DI SANGRO CEP 1953: Caruso E., Iammarone, De Vito, Di Tommaso, Gentile, Marra, Orsini, Spagnuolo, D'Amico G., D'Amico M., Frascone. A disposizione: Gasbarro, Pasquarelli, Cambio, Di Ninno, Cincione, Notangelo, Balzano. Allenatore: Angelo Marcaccio.

CLASSIFICA GIRONE A MOLISE: Aurora Alto Casertano 15, Città di Isernia e Venafro 13, Campodipietra 12, Aurora Ururi 9, Real Guglionesi 8, Bojano e Sesto Campano 7, Pietramontecorvino, Ala Fidelis e Polisportiva Gambatesa 5, San Leucio Volturnia, Calcio Termoli e Baranello 4, Castel di Sangro Cep 1953 e Campobasso 1919 0.


Stop all'attività dilettantistica di base, Sibilia: «Una scelta grave»

Diciamo subito che c'è ancora da fare molta chiarezza sul nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) che Giuseppe Conte, dopo una serie di rinvii, ha illustrato alle 21,30 di ieri. Da chiarire soprattutto quale saranno le sorti dei campionati di prima, seconda e terza categoria e di quelli giovanili. Questa mattina i vertici della Lega Nazionale Dilettanti chiederanno una posizione chiara al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Ma intanto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia (nella foto pubblicata sul sito lnd.it) ha già diramato una nota di protesta nella quale afferma la gravità delle scelte del governo.

Dalle informazioni parziali che abbiamo il nuovo DPCM avrebbe confermato i nostri timori», ha dichiarato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia. «Perché se da un lato sembrerebbe garantita la prosecuzione dell’attività dilettantistica a livello nazionale e regionale, non possiamo dire lo stesso per quella provinciale e giovanile. Se così fosse siamo preoccupati perché impedire lo sport soprattutto a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio tra una socialità organizzata e quella disorganizzata, quella che porterà migliaia di giovani a vivere il proprio tempo libero senza regole e senza responsabilità, a differenza di ciò che avrebbero potuto garantire le società sportive dilettantistiche che hanno investito risorse e mezzi per consentire la ripresa in sicurezza delle attività sportive. Trovo grave considerare lo sport un’attività non essenziale, come anche non aver cercato un confronto con chi organizza e gestisce lo sport di base nel nostro Paese».

(notizia in aggiornamento)


La Virtus Ortona torna in campo: negativi i tamponi di tutti i calciatori

 

La Virtus Ortona Calcio 2008 può tornare in campo. Questa mattina il patron della squadra che milita nel girone C di Promozione, Rudy D'Amico (nella foto da lui concessa per la pubblicazione), ha fatto effettuare i tamponi a calciatori, dirigenti, tecnici e assistenti della compagine ortonese. Un test che si è reso necessario dopo che sabato scorso un calciatore della Virtus, che aveva i sintomi dell'influenza, si è fatto visitare al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara ed è risultato positivo al Covid. Da qui la decisione, concordata con il Comitato Regionale della Lega Dilettanti, di rinviare la partita domenicale contro l'Union Fossacesia. Con i risultati negativi di oggi, la Virtus Ortona domenica prossima tornerà a giocare sul campo del Miglianico, mentre è ancora da stabilire la data di recupero contro il Fossacesia.

Andando oltre il protocollo federale, D'Amico ha fatto fare i tamponi non solo ai calciatori, ma anche a dirigenti, tecnici e assistenti della squadra. «Dai risultati dei 40 tamponi effettuati a quattro giorni dalla segnalazione di positività di un nostro calciatore, risulta che siamo tutti negativi al Covid-19», ha dichiarato oggi il patron «così come lo erano già i nostri calciatori dopo i test seriologici effettuati il 9 settembre scorso. Ciò non vuol dire che non continueremo a monitorare la situazione di tutti i nostri affiliati, che fino ad oggi si sono dimostrati molto ligi al rispetto delle disposizioni anti-Covid. Abbiamo a cuore non solo la salute dei nostri ragazzi, ma anche quella delle loro famiglie».

Da sottolineare come le spese affrontate dalla società per test sierologici e tamponi sia stata particolarmente gravosa. «Oggi è come se avessi speso la stessa cifra che occorre per i rimborsi di due nuovi calciatori», ha sottolineato il patron della Virtus Ortona. Il quale aggiunge: «È necessario che le istituzioni intervengano con misure di sostegno concrete. Le società dilettantistiche hanno bisogno di sostegni reali per far sì che tutti possano tutelare la salute di chi pratica lo sport, e non parlo solo di calcio, ma anche di altre discipline che aiutano nella formazione e nella socializzazione dei giovani. Invito le autorità sportive e governative ad istituire al più presto un tavolo con rappresentanti di società e istituzioni affinché si stabilisca, con protocolli certi e linee guida uniformi, un'azione atta a sostenere gli sport minori e non professionali in questo momento di grave emergenza sanitaria ed economica. Il comitato regionale abruzzese dovrebbe accantonare le somme delle società per favorire una migliore attuazione dei protocolli di sicurezza, che attualmente gravano su chi promuove sport sul proprio territorio per puro spirito sociale».

La foto di copertina è di Mufid Majnun on Unsplash


Ala Fidelis, arriva il secondo punto. Castel di Sangro, ricorso contro il 2-5

Secondo pareggio per l'Ala Fidelis, squadra di Alfedena che milita nel girone A dell'Eccellenza molisana, e tante recriminazioni per l'arbitraggio da parte del Castel di Sangro Cep 1953, sconfitto in casa per 5 a 2 dai molisani del Campodipietra dopo un gol annullato e la mancata espulsione del portiere.

La squadra guidata da mister Antonio Cerrone ha pareggiato in casa (1-1) con la combattiva Polisportiva Pietramontecorvino, salendo in tredicesima posizione davanti a Termoli, Castel di Sangro Cep 1953 e Campobasso 1919. Una partita che gli alfedenesi hanno avuto sempre in pugno: ben tre i pali colpiti nel corso della partita, ma la soddisfazione più grande è giunta con la rete del centrocampista Marco Iallonardi (nella foto), un classe 1996 che ha ben figurato anche nelle precedenti competizioni. Rinviata a mercoledì prossimo, 14 ottobre, la partita casalinga di recupero contro la forte Città di Isernia, seconda in classifica a 9 punti dopo Aurora Alto Casertano e Venafro, che sono le due squadre attualmente a punteggio pieno.

Domenica di buio per il Castel di Sangro a causa del contestato arbitraggio del signor Matarrese. L'undici di mister Marcaccio è sceso in campo con intenzioni chiare: fare la partita. E gli iniziali 25' del primo tempo hanno dimostrato che i castellani possono tener testa anche a squadre più blasonate. Ma al 26' ecco l'episodio che ha condizionato tutta la partita. Il portiere del Campodipietra esce di un paio di metri dal suo rettangolo per respingere un tiro con le mani; la palla però carambola sull'attaccante del Castello Giuseppe D'Amico e finisce in rete. L'arbitro cosa fa? Rete annullata e portiere ammonito, nonostante il regolamento preveda, in caso di annullamento del gol, l'espulsione dell'estremo difensore.

Le proteste vibranti della panchina non fanno tornare sui suoi passi l'arbitro Matarrese, ma accade che dagli sviluppi della punizione assegnata al Castel di Sangro arrivi la rete, siglata al 30' da Frascone. 1-0 e palla al centro. Due minuti dopo, su nuovo attacco dei giallorossi, l'arbitro non fischia un evidente fallo di mano in area da parte di un difensore del Campodipietra. L'allenatore del Castel di Sangro protesta ancora più duramente di quanto aveva fatto con la mancata espulsione del portiere, ma l'arbitro non ne vuole sapere. Nel frattempo arriva il gol del pareggio dei molisani, e il primo tempo si chiude dopo l'uscita di Manlio D'Amico per infortunio e due occasioni mancate dai sangrini: una bella palla filtrante di De Vito che Orsini sfuma e al 45' Tourè davanti alla porta avversaria che manda fuori.

Il secondo tempo si apre con il vantaggio del Campodipietra al primo minuto di gioco. I calciatori giallorossi sono evidentemente demoralizzati dai continui errori dell'arbitro, che finalmente espelle il portiere dopo un fallaccio fuori area su Orsini. Anche in questo caso, però, espulsione non diretta, ma per seconda ammonizione. Il gol della bandiera del secondo tempo dei sangrini arriva al 40' con botta di Notangelo. La società giallorossa ha già annunciato ricorso alla Lega per evidente errore tecnico. «Non espellendo il portiere come da regolamento, l'arbitro ci ha penalizzati e ha condizionato tutto il resto della gara», sottolinea l'allenatore Angelo Marcaccio. «I ragazzi hanno giocato bene per tutto il primo tempo e meritavano di vincere. In ogni caso adesso ci aspettano partite più alla nostra portata, che possiamo vincere». Si comincia domenica prossima, 17 ottobre, con il derby Ala Fidelis-Castel di Sangro Cep 1953.

La foto della squadra delll'Ala Fidelis in copertina è stata gentilmente concessa dalla società


Calcio contro Covid-19: senza cultura e senza buon senso è una partita persa

Se c’è una cosa che il mondo del calcio dilettantistico ha compreso bene in questi mesi di emergenza è che i cosiddetti “professionisti” farebbero meglio a non parlare di Covid-19. Anzi, qualcuno farebbe bene a tornare a scuola. Diverse dichiarazioni hanno mostrato ignoranza e mancanza di buon senso. E alcuni comportamenti non sono certo stati educativi. È mancato il buon esempio.

Perché quello che sta accadendo nel mondo dorato del professionismo dopo i 22 calciatori risultati positivi nel Genoa, dopo le polemiche che hanno accompagnato la partita sospesa Juventus-Napoli e dopo le dichiarazioni del Ct della Nazionale sulla «impossibilità di trasmettere il virus durante una partita: il calcio si fa all’aperto e il campo è lungo 100 metri», fa venire un grosso dubbio. E cioè che il calcio professionistico, dalla Federazione ai massimi dirigenti, sia guidato da molti ignoranti. Altrimenti non si riesce a spiegare come si possa continuare a difendere un protocollo interno, privato, realizzato da una federazione che ha interessi ben precisi, di fronte ai rilievi della scienza.

Se un calciatore risulta positivo deve andare in quarantena individuale. Se la squadra dispone di almeno 13 calciatori non contagiati può disputare la gara, che altrimenti viene rinviata in altra data. Questo ciò che prevede il protocollo della Figc, secondo cui la squadra del Napoli ha commesso un errore a non partecipare alla partita di Torino anche in presenza di una diffida dell’azienda sanitaria. Ma ci sono tante cose che sfuggono a questa “bolla”. Ad esempio che in quarantena individuale deve andare anche chi è stato in contatto con la persona contagiata. E cioè, nel caso di una squadra, una ventina di calciatori, l’allenatore, il vice allenatore, il dirigente, l'addetto stampa, il massaggiatore, l’aiuto massaggiatore, il facchino, l’autista del pullman ecc. ecc. Perché questa dimenticanza?

Ma torniamo al caso Juventus-Napoli. Tre a zero a tavolino, dice il regolamento nel caso una squadra non si presenti alla competizione. E ora un ricorso del Napoli contro la decisione della Federcalcio pende dalle mani del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, che mercoledì prossimo renderà nota la sentenza. A differenza di molti dirigenti sportivi, il giudice Mastrandrea è uno che ha studiato, e per questo molto probabilmente dovrà riconoscere che, in una nazione in stato di emergenza (stato prorogato dal governo fino al 31 gennaio), difficilmente il protocollo di un’organizzazione privata può avere più titolo di un decreto proveniente da un ente pubblico deputato alla tutela della salute pubblica. Tra l’altro, l’incursione della Asl di Napoli sul campionato di Serie A è stata lodata addirittura da uno dei virologi più “soft” del momento, ovvero il professor Massimo Clementi dell’ospedale San Raffaele di Milano, il quale sul caso ha dichiarato: «La Asl di Napoli ha rotto gli schemi, ma ha fatto bene».

Alla data di venerdì 9 ottobre, i calciatori di Serie A positivi al Covid-19 risultavano essere 28, e tra questi ben 17 sono del Genoa. A seguire ci sono 4 calciatori dell’Inter, 2 del Cagliari, del Milan e del Napoli e uno della Sampdoria. Inutile sottolineare che il Genoa, dovendo rispettare il protocollo, rischia di finire in serie B: dovrebbe mettere in squadra tutti ragazzi della Primavera, ma, secondo il regolamento della Lega, alla squadra è consentito un solo jolly. E quindi la squadra della Lanterna rischia di retrocedere senza neanche fare il campionato. Il Napoli grazie all'intervento dell'azienda sanitaria ha evitato di fare la stessa fine? Non lo sapremo mai, anche perché non è mai troppo tardi per il Coronavirus: i focolai sono sempre in agguato. E allora? Resta l’importanza della cultura, unica garanzia per capire chi dice corbellerie e chi cerca la verità. E resta l’osservanza delle regole dettate dagli scienziati: usare la mascherina, curare attentamente l’igiene, mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, osservare la quarantena di 14 giorni se si è stati in contatto con una persona contagiata.

Queste regole il calcio dilettantistico le ha messe in atto con attenzione. Non ci sono tamponi, ma negli stadi chiusi il controllo di chi entra è garantito, così come le distanze e l’uso delle mascherine. I calciatori sanno bene che la mattina dopo devono andare a lavorare, e che se dovessero risultare positivi la loro quarantena individuale non si svolgerebbe in un attico da 300 metri quadrati o in un albergo a cinque stelle, ma in una camera in casa con il rischio di far ammalare i propri familiari. Certo, non si sa ancora quando partiranno i campionati delle categorie minori, ma in Serie D, in Eccellenza e in Promozione il buon senso prevale ancora sulle esigenze di mercato. E ci auguriamo che continui a dare il buon esempio.

Buon senso. Buon esempio. Viene in mente quello che faceva la società pescarese Delfino Flacco Porto prima del lockdown, con i suoi calciatori che militavano nelle giovanili. Il presidente, Quintino Paluzzi, aveva organizzato per i suoi calciatori il servizio di doposcuola, per cui prima dell’allenamento i ragazzi avevano a disposizione degli insegnanti per ripassare i compiti di matematica, italiano e di altre materie. «Un servizio che rassicurava molto le famiglie, che in alcuni casi impedivano ai ragazzi di venire a giocare proprio perché andavano male a scuola», spiega il presidente del Delfino. «Con il servizio di doposcuola tutto è cambiato, e i genitori mandavano con piacere i loro figli a giocare. Tanto sapevano che, con noi, prima c’erano i compiti, poi l’allenamento». Chapeau.

Studiare dev’essere il primo requisito per ogni calciatore, ma soprattutto, aggiungiamo noi, per ogni manager sportivo. Se c’è cultura, è difficile che manchi il buon senso. Con la cultura, è difficile che non ci sia il buon esempio.

Luigi Di Fonzo

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Le foto pubblicate in questo articolo sono di Jeffrey F Lin on Unsplash e della società Genoa Cricket and Football Club

 

 


Castel di Sangro e Ala Fidelis si preparano alla riscossa

Terza sconfitta consecutiva per il Castel di Sangro Cep 1953 nel girone di Eccellenza Molise, che domenica scorsa ha subìto un altro tris di reti dal Pietramontecorvino. Fanalino di coda in classifica insieme al Campobasso, i giallorossi di mister Angelo Marcaccio (nella foto di Huguex Rojas) sono preceduti di un punto dall'altra squadra abruzzese del girone, l'Ala Fidelis di Alfedena, che però ha disputato solo due turni. Dopo il pareggio strappato in casa del Termoli all'esordio di campionato, l'Ala Fidelis domenica scorsa ha dovuto ingurgitare il pesante cappotto (8-0) imposto a Capriati a Volturno dalla forte Aurora Alto Casertano, in testa alla classifica insieme al Venafro a punteggio pieno.

L'11 ottobre in programma incontri casalinghi per entrambe le formazioni del girone A dell'Eccellenza Molisana: i giallorossi ospiteranno al Patini il Campodipietra, vittorioso di misura in casa (3-2) contro il Real Guglionesi e attualmente terzo in classifica a 6 punti; l'undici di mister Sandro Matta invece incontrerà i pugliesi del Pietramontecorvino, in classifica a 3 punti. Le abruzzesi hanno i numeri per riscattare questo inizio di campionato, e lotteranno con il cuore per conquistare la prima vittoria.


Società protagoniste alla presentazione di Abruzzocalciodilettanti

Si possono scrivere articoli per una squadra dilettantistica con lo stesso stile e la stessa cura che un giornalista usa quando deve scrivere per la Serie A. E si può sostenere la crescita di una società, di un dirigente, di un tecnico o di un calciatore con gli stessi servizi che utilizzano le società professionistiche. Informazione e servizi di qualità. Con uno scopo ben preciso: sostenere la crescita delle società sportive e degli individui per portare più Abruzzo nel mondo professionistico.

Questa la mission del sito Abruzzocalciodilettanti.it, che sabato 3 ottobre ha presentato allo stabilimento balneare Nettuno di Pescara la sua nuova veste grafica.

La platea formata da presidenti e dirigenti di società

Più di 30 i rappresentanti di società di calcio dilettantistico intervenuti sabato mattina per la presentazione del sito rinnovato di Abruzzo Calcio Dilettanti (abbreviato ACD), il sito di informazione sportiva fondato 14 anni fa da Angelo Colazzilli che, rilevato dal Gruppo Immedya, si è rimesso in discussione ed è tornato in pista con una nuova veste grafica, un nuovo direttore e una squadra di giovani e valenti giornalisti. Tra i presidenti che hanno onorato l’appuntamento: Antonio Mergiotti (Chieti), Antonio Del Vecchio (Silvi), Quintino Catitti (Bisenti), Vito Partipilo (Castrum 2010), Francesco D'Amore (Capistrello), Paolo Morelli (Sporting Pianella), Marco Olivieri (Rosciano), Marco D’Emilio (Cologna Calcio), Valeriano Palombaro (Miglianico), Matteo Cacciagrano (Vianova Sambuceto) e il vice presidente Paolo Miccoli (San Giovanni Teatino). Tra i dirigenti Antonello Cellini (DS Capistrello), Gianfranco Pesce (Villa 2015), Marco Camillotti (Vianova Sambuceto), Giuseppe Giglio (diesse Chieti), Carlo Marino (San Giovanni Teatino), David De Cerchio (Ari 1972), Ugo Petitta (Pucetta), Antonello Di Crescenzo (Silvi), Angelo Pellegrini (Ari) 1972, Marco Tancredi (Sannicolese), Francesco De Lucia e Gianfranco Putrino (Francavilla Calcio 1927), Marco Falcone (team manager Villa 2015) e il ds Giancarlo Giannandrea. Presenti anche l'allenatore del Picciano Marco Giancaterino, l'osservatore di arbitri di calcio dilettanti Benedetto Gasbarro e altri rappresentanti di società.

Il tavolo dei relatori con (in primo piano) Stefano Pallotta, Patrizia Martelli, Roberto Cocca, Antonio Martorella e Mariangela Di Giovanni

A ringraziare gli intervenuti per la loro presenza è stato il direttore responsabile di Abruzzocalciodilettanti.it Luigi Di Fonzo, che ha sottolineato l'assenza dei rappresentanti della Terza Categoria, non invitati all'incontro. Una mancanza cui si rimedierà in futuro con articoli e azioni, ma legata sia alla necessità di contingentare il numero dei presenti causa Covid che all’incertezza sul futuro di quel campionato e di alcune società, alcune delle quali probabilmente non avranno neanche la possibilità di iscriversi. Si sperava nella presenza annunciata del presidente del Comitato Regionale LND Abruzzo, Daniele Ortolano, per avere, alla vigilia dell’esordio del campionato di Promozione, qualche notizia e rassicurazione in più. Ma, nonostante anche il patrocinio dato dalla LND Abruzzo alla testata giornalistica, il presidente Ortolano ha disertato l’appuntamento. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli sponsor che hanno dato un contributo decisivo alla riuscita dell'evento: Blue Italy, Ceit, Falcone dolciaria, Food Lovery, Global Finance, Oriente, Passacqua, Sap estintori, Sottanelli Assicurazioni, Tenuta Cerulli Spinozzi.

La director della divisione editoriale IMP di Immedya Mariangela Di Giovanni con il direttore di Abruzzocalciodilettanti.it Luigi Di Fonzo

All’incontro come ospiti d’onore hanno invece partecipato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta, l’assessore allo Sport del Comune di Pescara Patrizia Martelli e il testimonial di ACD Antonio Martorella, già presidente della scuola calcio Asd Curi, ex calciatore professionista del Pescara e uno dei due calciatori in Italia che ha realizzato gol in tutti i campionati, dalla Serie A alla Terza Categoria. I tre ospiti hanno rivolto i loro complimenti e i loro auguri alla testata, e Martorella ha letto anche un brano del libro “Il più bel gioco del mondo” di Gianni Brera, evidenziando quanta passione e quanto sacrificio ci siano dietro allo sforzo delle nostre comunità calcistiche, anche le più piccole: «L'ambiente del calcio, sia professionistico che dilettantistico, è capace di dare grandi emozioni, sia in campo che sugli spalti».

A parlare del gruppo Immedya e a presentare i servizi innovativi offerti dalla sua divisione editoriale IMP sono stati Roberto Cocca, amministratore e fondatore della società di comunicazione, che da ex calciatore e giovane imprenditore ha creduto subito nel progetto, e Mariangela Di Giovanni, direttrice della Immedya Magazine & Production (IMP). Tra le novità presentate anche il servizio di match analysis, che la Immedya offre in esclusiva per l’Abruzzo attraverso la Sics, società che lavora per le squadre professionistiche. Un servizio che ha richiamato l’interesse di diversi dirigenti sportivi. «Non a caso il nostro claim è “ACD fa squadra con te”», ha concluso la direttrice di IMP Mariangela Di Giovanni «Puntiamo sui valori che il calcio può trasmettere: il nostro desiderio è quello di affiancare le squadre attraverso servizi su misura». Un brindisi "a distanza" con vino e cantucci ha chiuso con successo l'incontro.


Castel di Sangro, per Gabriel Romito applausi in campo e in pasticceria

Al bar pasticceria Surricchio di Castel di Sangro oramai non si va più soltanto per fare colazione o gustare dolci e aperitivi. Si va per salutare e fare i complimenti a Gabriel Romito (nella foto), classe '98, castellano doc, il portiere del Castel di Sangro che il 28 agosto scorso è stato il protagonista del triangolare contro il Napoli di Gattuso e L'Aquila 1927 di mister Cappellacci. Nel corso della partita contro il Napoli, il portiere-barista ha parato un rigore a Younes e più di una palla gol a Milik. «Spero di non essere stato io la causa definitiva del suo allontanamento dal Napoli», dice ora con un sorriso sornione mentre dispensa caffè e pasticcini.

Il giovane portiere della squadra che milita nell'Eccellenza molisana preferisce non parlare dei 22 gol presi nelle due partite (10 dal Napoli e 12 dall'Aquila): quello che conta è infatti aver parato il rigore a un "big" della serie A. Così però spiega il divario tecnico con la squadra di pari grado che però milita nell'Eccellenza Abruzzo: «In squadra siamo tutti amici uniti dalla passione per il calcio e per la nostra città, che amiamo profondamente». Il ricordo più bello della partita contro il Napoli, a parte il rigore parato? «La gioia di vedere Alex Meret, il portiere del Napoli, venirmi incontro a fine partita, farmi i complimenti e regalarmi la sua maglia. Una grande emozione».