La diciassettesima edizione del primo campionato dilettantistico abruzzese se la aggiudicò il Chieti del presidente Giustino Angeloni (nella foto), centrando di fatto la sua seconda promozione di fila. Un ritorno quasi immediato (appena due anni) in serie D, complici i 72 punti totalizzati e frutto di 21 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte, con una differenza reti di + 29. A guidare i neroverdi, un vero e proprio specialista in promozioni dall’Eccellenza alla D, come il teramano Rinaldo Cifaldi, che a tutt’oggi detiene il primato assoluto  di campionati di Eccellenza vinti: tre, ovvero quello col Chieti, da aggiungere ai precedenti, ottenuti sulle panchine del Morro d’Oro (stagione 1999/2000) e del Celano (2002/2003).

Giustino Angeloni (patron Chieti)

Il suo terzo sigillo, però, non è stato una passeggiata, nonostante le quattro vittorie ottenute nelle prime quattro giornata, ed interrotte, alla quinta, dal ko, per giunta casalingo, patita per mano della Spal Lanciano, impostasi col punteggio di 2-1. Ko subito dopo seguito da un altro rovescio, in quel di Casoli, che fece scivolare i nero-verdi addirittura al terzo posto. Da quel momento in poi, però, furono proprio Chieti e Casoli a dar vita ad un serrato duello giocato punto a punto, che ebbe il suo apice in occasione della 23a giornata. Quando cioè, nello scontro diretto, il Chieti ebbe la meglio col più classico dei punteggi, riuscendo ad agganciare in vetta i casolani, a quota 47 punti. Qualche settimana più tardi, ovvero alla 30a giornata, la svolta con il sorpasso, poi rivelatosi decisivo, da parte della compagine teatina. Che pareggiando sul campo del San Nicolò sfruttarono la concomitante sconfitta patita dal Casoli in quel di Miglianico. Neroverdi dunque a +1: vantaggio, come detto, mantenuto sino alla fine, che consentirà loro l’approdo diretto alla categoria superiore, al termine di una stagione che li vedrà chiudere con tre lunghezze in più rispetto ai gialloblù, costretti per il secondo anno di fila ad accontentarsi della seconda piazza. I 12 punti di gap nei confronti del Notaresco, terzo, permiserò però al Casoli di bypassare la fase regionale dei play-off centrando la qualificazione diretta a quella nazionale. Prima avversaria, la compagine toscana della Pianese (compagine toscana), superata all’andata, tra le mura amiche, per 2-1, grazie ai gol di Mainella e Carafa. Identico punteggio, ma a ruoli invertiti, in Toscana, e qualificazione decisa ai rigori, che premiarono gli abruzzesi, impostisi col punteggio finale di 5-4. Quanto poi alla doppia finale, giocata contro i lombardi del Cantù San Paolo, dopo il pari in trasferta (1-1 con gol di Amato), ai gialloblù bastò l’acuto di Luca Campli per aggiudicarsi (per 1-0) il return-match e dar inizio ai festeggiamenti per lo storico approdo in serie D.

Luca Campli (calciatore Casoli)

Nella parte bassa della graduatoria, invece, oltre al Montesilvano (penalizzato di un punto ed ultimo con un solo punto all’attivo), a scendere di categoria furono l’Angizia Luco (terz’ultima) e l’Hatria (quint’ultima), in base a questi risultati ottenuti nei play-out: Guardiagrele-Hatria 1-0; Hatria-Guardiagrele 0-0; Angizia Luco -Alba Adriatica 3-2; Alba Adriatica-Angizia Luco 3-1, mentre la prima squadra ad evitare i play-out fu il Penne, con 43 punti. Curioso il caso dei guardiesi, salvi agli spareggi ai danni dell’Hatria, che aveva chiuso la stagione con ben 12 punti in più rispetto ai granata.

Il capocannoniere di quella edizione fu il bomber del Casoli Mattia Mainella, con 22 reti all’attivo, mentre ad aggiudicarsi la Coppa Italia, sul neutro di Notaresco, fu l’Atessa, battendo di misura (per 1-0) L’Aquila, al termine dei tempi supplementari. Quanto poi al cammino antecedente la suddetta finale, ecco i risultati in precedenza conseguiti dagli atessani. Triangolare primo turno: Castel di Sangro-Atessa 0-0; Casoli-Castel di Sangro 1-2; Atessa-Casoli 2-0; triangolare secondo turno: Guardiagrele-Atessa 1-2; Spal Lanciano-Guardiagrele 1-0; Atessa-Spal Lanciano 2-0. Questo invece il percorso fatto dagli aquilani. Triangolare primo turno: Angizia Luco-L’Aquila 3-3; Montorio 88-Angizia Luco 1-1; L’Aquila-Montorio 88 2-1; triangolare secondo turno: Hatria-Notaresco 3-2; Notaresco-L’Aquila 1-4: L’Aquila-Hatria 2-0.

In virtù di tale affermazione, l’Atessa approdò alla fase nazionale della Coppa, che la vide subito eliminata per mano dei molisani dell’Atletico Trivento. Che dopo aver strappato un prezioso 0-0 in terra abruzzese, si imporrano, per 2-1, nel return-march disputato tra le mura amiche. Ad aggiudicarsi comunque il trofeo furono i calabresi dell’Hinterreggio, battendo (per 3-1 dopo i supplementari) nella finale disputata al “Flaminio” di Roma, i piemontesi del Pro Settimo Eureka.

I NUMERI. Maggior numero di punti: Chieti (72); minor numero di punti: Montesilvano (1); maggior numero di vittorie: Casoli (22); minor numero di vittorie: Montesilvano (0); maggior numero di sconfitte: Montesilvano (32); minor numero di sconfitte: Chieti (4); maggior numero di pareggi: Pro Castel di Sangro e Penne (13); minor numero di pareggi: Montesilvano (2); migliore media punti: Chieti (2,11); peggiore media punti: Montesilvano (0,02); miglior attacco: Casoli (66 reti); miglior difesa: Chieti (18 reti); peggior attacco Montesilvano (10 reti); peggior difesa: Montesilvano (125 reti).

Roberto Altorio