In attesa di novità ufficiali (ed imminenti), il calcio dilettantistico abruzzese si interroga sul proprio futuro.

Partendo, però, da una realtà ormai inconfutabile, anche se non ancora acclarata: ovvero che la stagione agonistica 2019/2020 si è chiusa il 1° marzo scorso, in occasione cioè delle ultime gare disputate prima del blocco totale.

Che, complice la pandemia, da momentaneo potrebbe a breve diventare definitivo. L’ultima parola, però, spetta ovviamente alla Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Attesa, come detto, a momenti: magari già il 18 maggio prossimo.

Il precedente (anch’esso ufficioso, trattandosi di una proposta, che per diventare operativa a tutti gli effetti, necessita della indispensabile ratifica da parte della già citata FIGC) della Lega Pro, non promette però nulla di buono, essendosi come noto espressa per la fine anticipata della stagione.

Difficile, per non dire impossibile, che la Lega Nazionale Dilettanti si discosti da una scelta simile, estendendo il blocco non solo alla serie D, ma a tutte le attività dilettantistiche gestite da vari comitati regionali.

Quella giovanile, invece, si è già tirata fuori da tempo, annunciando con largo anticipo la cessazione, in toto, dell’attività agonistica. Nazionale e regionale.

Partendo dunque da questo assioma, ovvero che i vari campionati dilettantistici abruzzesi (dall’Eccellenza alla Terza categoria) non riprenderanno mai, si pone ora la questione dei verdetti.

Che, tranne rarissime eccezioni, erano per lo più aperti ad ogni soluzione, essendo tante le giornate ancora da disputare. Anche qui, comunque, esistono svariate correnti di pensiero, e così come accade in ambito professionistico, ogni società cerca di tirare l’acqua al proprio mulino. Come era del resto prevedibile, visto che in ballo c’è il futuro di ciascuna di esse e, in alcuni casi, anche la categoria d’appartenenza.

Se ne deduce, non essendo possibile, per ovvie ragioni, accontentare tutti, che a fronte di qualche club soddisfatto, saranno in molti quelli che storceranno il naso, creando di fatto i presupposti per un’estate particolarmente “calda”. E non solo per motivi climatici…

Occorrerà dunque trovare la giusta quadratura del cerchio. O, per meglio dire, il male minore, con una soluzione in grado di scontentare meno persone possibili.

Impresa quasi improba, ma alla quale qualcuno, a livello federale, dovrà pur mettere mano, prima o poi.

E prima lo si farà, prima sarà possibile ripartire (sia pur tra le inevitabili polemiche), cominciando a programmare la nuova stagione agonistica. Le cui date, peraltro, sono subordinate all’evolversi del Coronavirus, nella speranza che non vi siano recidive, i cui effetti sarebbero devastanti. Per l’intera società civile, oltre che calcistica.

Nel frattempo, ed in mancanza di decisioni definitive, ACD (AbruzzoCalcioDilettanti) ha pensato, ove mai la FIGC dovesse optare (come nel caso della Ligue 1 francese) per il congelamento della classifica e la conseguente ratifica dei piazzamenti registrati al momento della definitiva sospensione dei vari campionati, di mettere nero su bianco i “verdetti” emersi dopo due terzi (circa) della stagione.

E’ bene chiarirlo subito, a scanso di possibili equivoci: si tratta solo ed esclusivamente, di un “giochino”, che non ha cioè alcun valore ufficiale.

Un modo come un altro per immaginare quali potrebbero essere le conseguenze immediate di una eventuale presa di posizione come quella appena citata, e presa in esame anche dalla Lega Pro.

Di qui, un’analisi dettagliata delle varie situazioni cristallizzatesi al 1° marzo scorso: categoria per categoria, girone per girone, ivi compreso il raggruppamento F della serie D.

I cui verdetti, per le ragioni che vedrete, potrebbero avere ripercussioni importanti anche su alcuni campionati regionali.

Uno “speciale” che per ovvie ragioni di spazio, sarà pubblicato a più riprese, ed a partire da domani, per un totale di sei puntate: tante quante sono le categorie (serie D girone F, Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza) prese in considerazione.

Ogni girone verrà analizzato in maniera dettagliata, con una parte discorsiva, volta a spiegare con dovizia di particolari il perchè di determinati accoppiamenti, affiancata da una tabella riassuntiva dei singoli verdetti.

Che, corre obbligo di ripetere, non hanno alcun valore effettivo, essendo essi subordinati alle decisioni, non ancora adottate, da parte della Federazione Italiana.

Stefano De Cristofaro