Il 2020 verrà ricordato, con molta probabilità, come l’annus horribilis del calcio italiano (professionistico e non) date le tante partite e i campionati rinviati a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Ma non per tutti è stato così. Anzi, per alcuni è stato, sempre continuando ad usare un’espressione latina, un annus mirabilis (anno meraviglioso). È il caso, a livello realizzativo, del super bomber d’Eccellenza, Simone Miani. Passano le stagioni, cambiano le squadre (quest’estate ha lasciato l’Alba Adriatica e si è trasferito alla Renato Curi Angolana), ma nella sua carriera calcistica c’è sempre una costante: i tanti gol messi a segno.

2020, ottima annata

15 gol tra Alba Adriatica e Renato Curi Angolana in 18 incontri, staccando in questa speciale classifica Micciché, fermo a 12. Da urlo i numeri con gli albensi, poiché nelle dieci partite prima dello stop, il classe 1983 ha segnato 5 volte, portando 8 dei 9 punti complessivi dei rossoverdi. Una sola doppietta, quella nel 6-1 interno contro l’Angizia Luco del 19 gennaio, con una costante presenza negli ultimi 16 metri a far davvero paura a tutte le difese.

Il trasferimento alla Renato Curi Angolana non ha fatto passargli la voglia di far gol, con 10 centri in 8 partite, media di una rete ogni 72 minuti. Due triplette, contro Villa 2015 alla seconda giornata e Bacigalupo alla settima. una doppietta, contro il Casalbordino, e poi i gol contro Nerostellati e Spoltore.

I numeri parlano per lui, sempre più incisivo a 37 anni e tra i più temuti in assoluto da tutte le difese.

Il segreto

Così, l’attaccante, ha commentato la sua continuità in una intervista ad Abruzzo Calcio Dilettanti che verrà pubblicata nella consueta rubrica “A Casa Di”: «Ci sono delle caratteristiche fondamentali da seguire se si vuole diventare un giorno un centravanti prolifico o attaccante d’area di rigore. La prima è sicuramente legata al senso della posizione, ovvero trovarsi al posto giusto nel momento giusto (una cosa che ho scoperto quando avevo sei anni). È una cosa naturale, ma che si può potenziare e affinare negli anni. Poi, con l’avanzamento dell’età, c’è sicuramente da curare e gestire il proprio corpo. Non si può scendere in campo, senza la giusta cura di sé stessi. Infine, non bisogna mai accontentarsi: anche se una stagione è andata molto bene, bisogna ripartire da zero e pensare subito a preparare al meglio la prossima per ripetersi».

(Foto di copertina | pagina Facebook Alba Adriatica: https://bit.ly/3rBnXjf)

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